domenica 30 settembre 2012

Il sogno dell'imprenditore o un imprenditore da sogno?

Guest post di Raffaella Cagnazzo








Ci sono sempre due categorie nella vita. Bianco, nero. Yin, yang. Caldo, freddo. Primavera, autunno. Quelli che corrono e quelli che prendono la vita al ritmo dello slow-motion. Quelli che aggrediscono e quelli che giocano in difesa.
Due categorie, due scuole di pensiero che difficilmente arrivano ad integrarsi tra loro. E così succede anche nel mondo dell’imprenditoria. Quando la congiuntura economica annuncia sereno e lascia credere che tutto proceda a gonfie vele, le differenze non si notano. Ma quando il periodo di difficoltà (leggi la crisi attuale) arriva a smuovere le acque, ecco che gli imprenditori piano piano si dividono. Sembra una selezione naturale. Chi si trova a dirigere un’azienda, piccola o grande che sia, dalla multinazionale al piccolo negozio, in un periodo di difficoltà entra necessariamente a far parte di una delle due.
Ci sono quelli che di fronte al calo delle vendite, alla diminuzione degli ordini, ad un fatturato che non cresce, guardano inorriditi a quei dati, incapaci di reagire. Quelli che per una vita si sono occupati di realizzare sempre lo stesso prodotto e non ammettono a se stessi che non venda più. Non hanno altre competenze che quelle già acquisite e mai rinnovate e non provano nemmeno ad aprirsi alla novità. Ci sono imprenditori che hanno ‘intrapreso’ una volta e non ‘intraprendono’ più; che si crogiolano nel refrain ‘è colpa della crisi’ e non ammettono che la crisi si può vincere.
E’ l’atteggiamento dello yin: un comportamento freddo, di chi ‘vede nero’ cioè ha una totale assenza di prospettiva davanti a sé. “Sono finito”: quante volte abbiamo sentito ripetere queste parole negli ultimi mesi?
La difesa in questi casi non serve. Bisogna giocare in attacco… e, per usare una metafora calcistica, prendere la squadra sulle proprie spalle. Di fronte ad un imprenditore che ha saputo sviluppare un’idea e creare una società, i dipendenti si aspettano una presa di posizione netta. Non valgono i rimandi. Vale, invece, guardare al proprio prodotto, alla propria merce non come un punto di arrivo di anni di ricerca, ma come punto di partenza per imparare. E rilanciarsi: serve instaurare nuovi contatti, pensare a una nuova presenza (online, per esempio) che crei i presupposti per un tavolo di confronto con gli attori della propria categoria, dar vita a qualche piccola piccolissima rivoluzione che destrutturi lo status quo e costituisca una chiave di volta.
Bandito, ovviamente, lo scetticismo sul far circolare idee e know-how.
La storia è ricca di chi ha saputo trasformare la produzione di un prodotto, nello scambio di tanti beni e servizi aggregati. Basta saper cogliere la novità.

Grazie a Raffaella per la sua disponibilità.
Raffaella è giornalista free lance, collabora con il Corriere della Sera e altre prestigiose testate, blogger e giramondo.   


venerdì 14 settembre 2012

La libreria 2.0 che stravolge i canoni classici







Il web offre piacevoli sorprese, non è una novità, ma talvolta la creatività è tale che va esplorata e compresa. E diffusa ovviamente. Ho comperato un libro sul sito Ultima Books, una creazione di Simplicissimus,  e già ne ero rimasto piacevolmente sorpreso per la scelta di promuovere i consigli dei librai e non i libri più venduti. Quando poi ho ricevuto a breve due mail, intriganti e per nulla invasive, è scattata la voglia di conoscere di più. Così ecco a voi le risposte che 
Lucia Zitelli e Ciccio, all’anagrafe Francesco Rigoli, mi hanno regalato per descrivere come sia possibile ritagliarsi una reputazione on line.   


in che modo il vostro modello di libreria on-line si discosta da quello di Amazon e Ibs tanto per citare quelle più note?
Amazon, IBS e altre librerie utilizzano un modello, detto brutalmente, da "supermercato": Entri, trovi le offerte speciali e i best seller bene in evidenza, col rischio che si assomiglino un po' tutte. Noi abbiamo preferito un modello da "libreria di fiducia". Vieni in libreria, cerchi cosa ti piace anche se magari non è l'offerta del momento, e cerchiamo di mettere in evidenza libri differenti da quelli proposti dagli altri. In sostanza, cerchiamo di fare i librai. 

Che cosa fare in particolare per differenziarvi?
Innanzitutto siamo l'unica libreria online con due librai veri (io e Lucia), che ci mettono la faccia. Cerchiamo di mantenere un rapporto diretto con i nostri lettori, attraverso le nostre proposte, il blog, le nostre newsletter (alle quali consiglio di iscriversi), i social network, la chat in libreria e molto altro.

A quale pubblico in particolare vi rivolgete?
A tutti gli amanti dei libri che non vogliono essere trattati soltanto da clienti ma, appunto, da lettori. 

In che modo cercare di costruire una community?
Come dicevo prima, attraverso lo scambio continuo tra noi e chi frequenta Ultima Books. Non utilizziamo nessuna strategia particolare e nessun trucco per aumentare i nostri follower, semplicemente ci piace affidarci al contatto umano. 

Ho ricevuto da voi due email molto curiose e affascinanti: la prima mi porgeva gli auguri di buon compleanno tre giorni dopo dicendo di farlo proprio per differenziarsi dagli altri e mi offriva un buono sconto (graditissimo), la seconda mi chiedeva di recensire i testi comperati. Che altre soppresse avete nel cappello?
Molte altre sorprese! Soprattutto puntiamo ad arrivare anche dove le librerie online solitamente non arrivano, per far conoscere meglio la letteratura digitale a chi ancora ha qualche remora. Per quanto riguarda le mail, anche in quel caso abbiamo sempre odiato le mail "istituzionali", dove ad esempio ci si rivolge al destinatario chiamandolo "Gentile Cliente". Se conosciamo chi ci sta davanti, perché non chiamarlo per nome?

Come sfruttare la rete per farvi conoscere?
Soprattutto attraverso twitter, Facebook e il nostro blog. Abbiamo in programma diverse iniziative per l'autunno, che ancora stiamo studiando.

Che importanza hanno i social media secondo voi per costruire una reputazione e più specificatamente nella vostra strategia?
Sono molto importanti, proprio perché consentono un rapporto immediato con chi sta dall'altra parte. Senza social network difficilmente si potrebbe instaurare una conversazione, invece, fortunatamente, possiamo farlo.

Proponete anche la possibilità di pubblicare ebook a scrittori inediti?
Simplicissimus, la società di cui facciamo parte, ha un servizio di self publishing tra i più apprezzati, Narcissus. Ha già pubblicato quasi 800 libri, con ottimi risultati.  

Quali sono i temi e i post più apprezzati dai lettori del vostro blog?
Sul blog parliamo un po' di tutto, dalle curiosità del mondo dell'editoria e delle tecnologie, oltre a consigli di lettura e molto altro. Uno degli esperimenti di maggior successo è stato quello del retrobottega, ogni giorno io e Lucia raccontavamo cosa fosse successo in libreria durate la giornata. Un modo per farci conoscere meglio e aprirci ancora di più ai lettori, un esperimento che probabilmente ripeteremo anche perché ci ha divertito moltissimo. 

E-book o carta: nella vostra percezione quale futuro per l’editoria?
Ci vorrà ancora del tempo, ma carte e bit convivranno per un po'. L'importante sarà non credere che uno sia nemico dell'altro, sono soltanto modi diversi per leggere un testo. Che poi sia su carta, su tablet o e-reader poco importa, l'importante è che si legga di più.  

mercoledì 12 settembre 2012

Learning from successful WAHM - Imparare da chi ha avuto successo

Scroll down to find english text - thank you!



Imparare da chi ha avuto successo on-line



Shara Lawrence-Weiss, ossia Mommy Perks, è una delle tante mamme blogger americane che hanno avuto successo. Il suo sito di e-commerce è molto noto e frequentato. Per questo le abbiamo chiesto di raccontarci come è stata capace di costruire una attività di successo on line per carpire qualche suggerimento pratico ed utile

Ecco Shara ed ecco i suoi riferimenti
Facebook: Mommy Perks
Twitter: @MommyPerks
LinkedIn: Shara Lawrence-Weiss


 Quando ha iniziato l’attività di e-commerce?

Inizialmente ho aperto un’ attività di libri per bambini e di vendita di pubblicità online. Poi sono diventata co-proprietaria di MommyPerks.com e più tardi, proprietaria a pieno titolo. Ho iniziato la mia attività, perché mi piace essere creativa e mi annoiavo! Volevo fare qualcosa di divertente, creativo ed educativo. Frequentavo il college all’epoca, lavoravo in una scuola materna, avevo già un figlio ed era già incinta del mio secondo. Tempismo perfetto per buttarmi a capofitto e iniziare a gestire due aziende, giusto? Sono matta - questo è tutto.

Quali sono stati i principali ostacoli che ha dovuto superare per avviare la tua impresa?

Ho dovuto ignorare le  molte persone che dicono che la gestione di una piccola impresa era difficile, deprimente e maledettamente quasi impossibile. Ho  dovuto ignorare anche amici e familiari che non mi sostenevano (e che non gli importava neanche di quello che stavo facendo). Ho superato lotte finanziarie, le perdite di posti di lavoro e molto altro ancora! Ho avuto anche molte soddisfazioni: la crescita dell’azienda, le amicizie, i clienti meravigliosi e i molti trionfi.

Qual è stata la strategia che la ha aiutata ad ampliare la reputazione on-line?

Ho iniziato prima Twitter esistesse. Così ho dovuto trovare altri modi: per esempio ho utilizzato gli adesivi per auto, dei classici biglietti da visita, sono partita da una newsletter online e sono arrivata ad usare i miei siti web per attirare più attenzione. Accidenti se era difficile! È  molto più facile con Twitter, Facebook, LinkedIn e Google+. Ci sono molte più opzioni ora per costruire una comunità e coinvolgere i nostri lettori.

Come fai a definire il tipo di clienti per il tuo specifico business? Per decidere chi sarà un tuo potenziale cliente?

I miei clienti sono principalmente proprietari di piccole imprese che vogliono modi convenienti per promuovere e possono promuoversi molto attraverso le mie reti - da quando sono state costruite. In sostanza sfruttare la comunità che ho creato. Io lavoro con gli imprenditori, mamme e papà titolari di aziende, nonni e ultimamente ho avuto contatti anche da aziende più grandi. Hanno guardato on-line e hanno trovato interessante il mio stile. Hanno deciso di assumermi per curare le loro promozioni social media, scrittura di contenuti, ecc

Quale ritieni che siano i migliori strumenti da utilizzare on-line per promuovere il suo lavoro?

Quelli che preferisco sono Twitter, Facebook e LinkedIn. Twitter mi dà la possibilità di condividere le informazioni e la rete che si crea con gli altri utenti è molto rapida. Facebook mi permette di legare  su un livello un po’ più profondo con i miei lettori. LinkedIn è una rete di professionisti del settore, che ho incontrato, imprenditori, insegnanti, educatori, dirigenti, genitori, colleghi esperti e altri ancora. Da poco ho iniziato a usare anche Google+.

In che modo ti differenzi? Perché i clienti dovrebbero scegliere le invece dei tuoi concorrenti?
Per il servizio che offro ai miei clienti, rate più basse e una lunga conoscenza delle proprietà delle piccole imprese – i problemi e le sfide. La maggior parte delle persone mi assume dopo aver letto la mia pagina Testimonianze o dopo aver visto come entro in contatto con gli altri su Twitter

Come sei riuscita a creare una comunità che ruoti attorno al suo sito web?

Non lo so con sicurezza! Penso che sia tutto basato sulle relazioni interpersonali. È sempre stato un tratto forte del mio carattere (grazie ai miei genitori). Mi piace parlare, ascoltare, aiutare, insegnare, imparare, coinvolgere e relazionarmi con gli altri. Per me, la costruzione di una comunità online è stato facile! Ho semplicemente allungato la mano verso gli altri, pubblicato contenuti utili sul mio blog, condiviso qualcosa che fosse in comune con altra gente, ho risposto alle domande quando le persone mi chiedevano aiuto, ho imparato da altri che si sono mostrati disposti a insegnarmi, e così via. Rapporti. I social media si focalizzano sulle relazioni e suppongo di poter dire che questo è quello che so fare meglio. Non sono un tipo da conto economico. Preferisco le relazioni personali.

Usi il suo blog per sostenere il suo business? Quali sono gli argomenti di cui tratti nel blog?

Scrivo sul blog quasi ogni giorno. Il contenuto è la chiave! Parlo di  genitorialità, prima infanzia, arte, artigianato, ricette, giochi all'aperto, musica, educazione, consigli per le piccole imprese, creazione di reti, marketing, social media e molti altri consigli ancora. Amo scrivere! Ho anche molti ospiti che scrivono articoli che poi posto sul mio blog. In questo modo, i miei lettori non si stancano e non vedono ogni giorno solo miei  articoli.

 Secondo la tua esperienza quali sono i principali errori da evitare quando si costruisce un business on-line?

Facile: essere egoisti. Se ti concentri solo a far sì che gli altri seguano TE, che comprino da TE, che diano a TE qualcosa, che facciano per TE qualcosa, beh non ci riuscirete. Bisogna essere un donatore per avere successo. Tutti abbiamo le bollette da pagare e certo bisongna guadagnarsi da vivere. C'è un equilibrio, però. Dare e ricevere. Davvero ... dare, dare, dare. Dona per primo. Dai un po' di più. Poi il più delle volte, quello che si è dato ritorna indietro in forma di dono. Siate disposti a condividere ciò che sapete con gli altri! Siate un leader - non un acquirente.

E infine, quali sono i consigli che potresti condividere per rendere più facile la via verso il successo?

Non credo nelle scorciatoie, mi spiace! Io credo nel lavoro duro, nella passione, nella diligenza, nel dare e avere, l'equilibrio, la riflessione, accettare la responsabilità delle nostre azioni e delle nostre scelte, la lealtà, l'onestà e l'integrità. Questi sforzi ci mettono un po’ a ripagare il lavoro duro, ma alla fine pagano sempre.


English text

Learning from a WAHM star



I met Shara, better known as Mommy Perks, some time ago and I was surprised but the improvement she made in the last two years. She’s a WAHM blogger mom and her success and reputation grew constantly since I met her. So I asked her some questions to grab her secrets and get some hints to promote one own’s website and e-commerce activity.
You can find her here
Facebook: Mommy Perks
Twitter: @MommyPerks
LinkedIn: Shara Lawrence-Weiss


Here what she answered.

1.    Why did you start an e-commerce activity?

I first started a children’s book business and purchased advertising online. I then became co-owner of MommyPerks.com and later, full owner. I started my businesses because I enjoy being creative and I was bored! I wanted to be doing something fun, creative and educational. I was attending college, working at a preschool, I had one son already and was pregnant with my 2nd kiddo. Perfect timing to jump in and run two businesses, right? I’m nuts – that’s all.

2.    Which were the main hurdles you have to overcome to start up your business?

Oh, goodness. I’ve overcome many people who said small business ownership was hard, depressing and darn near impossible. I’ve overcome friends and family members who didn’t support me (or even care what I was doing). I’ve overcome financial struggles, job losses and more! I’ve also experienced growth, friendships, wonderful clients and many triumphs.

3.    which was the strategy you planned to widen your reputation on-line?

I first started up before Twitter even existed. So I had to find other ways to promote like using car decals, passing out business cards, starting a newsletter online and using my web sites to draw more attention. Gosh – that was hard! It’s much easier now with Twitter, Facebook, LinkedIn and Google+. We have far more options now for building up our own community and engaging with our own readers.

4.    How could you define the kind of clients for your business? to decide who will be your client?

My clients are primarily small business owners. They want affordable ways to promote and they can do a lot of that through my networks - since my networks are built up now. They basically tap into the community I’ve created. I work with mom business owners, dad business owners, grandparents and lately I’ve been hired by larger corporations as well. They have watched me online and like my style. They reach out to hire me for their own social media promotions, content writing, etc.

5.    Which you believe are the best tools you can use on-line to foster your business?

I most enjoy Twitter, Facebook and LinkedIn. Twitter gives me the chance to share information and network with others are rapid speed. Facebook allows me to bond a little more on a deeper level with my readers. LinkedIn is a great professional network; I’ve met business owners, teachers, educators, leaders, parenting experts, colleagues and more. I’m starting to use Google+ more often now, also, as well as the rel=author label:

6.    How are you different? why clients should chose you instead of your competitors?

Customer service, lower rates and a long-running understanding of small business ownership – the trials and tribulations. Most folks hire me after reading over my Testimonials page or watching me engage with others on Twitter.

7.    How were you able to create a community around your website?

I’m not sure! I think it’s all based on interpersonal relationships. That’s always been a strong character trait of mine (thanks to my parents). I enjoy talking, listening, helping, teaching, learning, engaging and bonding with others. For me, building an online community was easy! I simply reached out to others, posted useful content on my blog, shared with others, answered questions when people asked for help, learned from others who were willing to teach me and so on.

Relationships. Social media is all about relationships and I suppose you could say – that’s what I do best. I’m not a numbers and figures kinda gal. I’m all about people.

8.    Do you blog to support your business? which are the subjects you discuss in your blog?

Almost every day, yep. Content is key! I blog about parenting, early childhood, arts, crafts, recipes, outdoor play, music, education, small business tips, small business ownership, networking, marketing, social media tips and much more. I love to write! I also post many guest articles on my blog written by others. That way, my readers don’t get tired of seeing my articles every day (smile).

9.    In your experience which are the main mistakes to avoid while building an on-line business?

Easy – being SELFISH. If you focus on getting others to follow you, buy from you, give to you and do things for YOU, you’ll fail. Be a giver. We all have bills, sure, and have to earn a living to survive. There’s a balance, though. Give and take. Really… Give, Give, Take. Give first. Give some more. Then most often, it comes back. Be willing to share what you know with others! Be a leader – not a taker.

10. and which are the hints you could share to shorten the way to success?

I don’t believe in shortcuts, sorry! I believe in hard work, passion, diligence, give and take, balance, reflection, accepting responsibility for our actions and choices, loyalty, honesty and integrity. Those things sometimes take a while to pay off but for me, they always eventually do!

sabato 8 settembre 2012

Pinterest e 40K: due strumenti per aumentare la propria reputazione e migliorare il brand


Come utilizzare Pinterest nella strategia di marketing ed accrescere la propria reputazione?


Chiara Dal Ben è molte cose, oltre che autrice di un bel e-saggio su Pinterest edito da 40K una agile casa editrice della quale parleremo con Chiara. Il titolo è Pinterest il potere delle immagini e si tratta di un e-book da leggere in un viaggio in metropolitana ricco di idee e suggerimenti pratici.
La sua presentazione è essenziale, in puro stile social media. Eccola:
Digital PR Manager @ Attila&Co.
blogger OVS industry @ www.oviesse.com/blogger/chiara
web editor @ www.fashionblabla.it
fashion web editor & blogger @ www.girlpower.it

Pubblichiamo la sua intervista in due puntate. Ecco la seconda parte (la prima parte è stata pubblicata mercoledì 5 settembre).



6.Come inserire Pinterest in una attività di web marketing? 
Premetto che non ogni azienda ha bisogno di essere su Pinterest. Prendendo in considerazione solo le aziende che basano la loro attività anche sull'immagine, credo che uno dei modi per sfruttarlo al meglio siano i contest. É sicuramente una strada diversa dal semplice inserimento foto e crea engagement. nel mio ebook porto gli esempi di Guess e Stefanel.


7.Come aumentare la propria visibilità su Pinterest? 
Banale ma sempre utile per partire è diventare follower di altri utenti. 
È fondamentale utilizzare gli hashtag su ogni immagine per far trovare i propri pins, inoltre commentare e repinnare serve a farsi conoscere. Fatevi inserire nelle board condivise e accrescerete la vostra visibilità. Collegate il vostro account a Facebook e Twitter in modo da far conoscere il vostro profilo Pinterest anche ai vostri amici e follower degli altri social network.


8.Quali le pagine più interessanti dalle quali prendere spunto?
Nel mio ebook faccio alcuni nomi tra cui Coinstore e TelecomItalia.
Aggiungo che i fashion blogger sono tra le categorie che lo stanno sfruttando al meglio (ricordo che Pinterest porta traffico a siti e blog). Vi consiglio di guardare come ha organizzato il profilo Irene Colzi: boards con i suoi look e altre in cui pinna foto prese dalla rete suddivise per categorie. 
Anche i personaggi dello spettacolo e gli attori hanno scelto questo social network e in alcuni casi i followers non tardano ad arrivare: l'americana ex attrice di The Hills, Lauren Conrad, ne ha 262 mila.

9.Quali gli errori da non commettere? 
Non é da prendere come un social network dove inserire foto proprie. Per quello avete facebook o flickr o instagram. 
Imparate a repinnare e a inserire foto legate al vostro mondo, a quello che vi piace. Vi ricordate quando da bambini incollavate i poster alle pareti e si usava dire che entrando in camera vostra si capivano i vostri interessi? Ecco, Pinterest ha lo stesso utilizzo oggi, deve essere espressione di voi stessi, che siate azienda o persona.

10. 40K Unofficial "a metà tra editoria e self-publishing". Sei soddisfatta di questa scelta per il tuo saggio su Pinterest?
Assolutamente si, il team di 40k è professionale e competente. Io ho scritto il testo e loro si sono occupati della parte tecnica.


11.Che vantaggi può dare un e-book come il tuo? 
Vuole essere una guida alla scoperta delle case history più riuscite, offre spunti e idee su come utilizzare Pinterest al meglio.


12.Chi può utilizzare le proposte di 40K unofficial secondo te? 
Chiunque abbia un'idea forte. Oggi sono le idee nuove a fare a differenza. Proponete e aspettate il feedback! 

mercoledì 5 settembre 2012

Usare Pinterest per avere successo nella vendita



Come utilizzare Pinterest per avere più successo on-line e off-line nella vendita e accrescere la propria reputazione?


Chiara Dal Ben è molte cose, oltre che autrice di un bel e-saggio su Pinterest edito da 40K una agile casa editrice della quale parleremo con Chiara. Il titolo è Pinterest il potere delle immagini e si tratta di un e-book da leggere in un viaggio in metropolitana ricco di idee e suggerimenti pratici.

La sua presentazione è essenziale, in puro stile social media. Eccola:
Digital PR Manager @ Attila&Co.
blogger OVS industry @ www.oviesse.com/blogger/chiara
web editor @ www.fashionblabla.it
fashion web editor & blogger @ www.girlpower.it

Dopo aver già parlato di Pinterest in generale e intervistando Futura Pagano e Beatrice Nolli e senza dimenticare di citare il bel blog Pinterestitaly abbiamo chiesto a Chiara di spiegarci come usare questo nuovo social media per aumentare vendite e notorietà. 

Pubblichiamo la sua intervista in due puntate. Ecco la prima parte (la seconda parte verrà pubblicata sabato 8 settembre).

1. Da dove nasce la tua passione per Pinterest? 
Di base ho una grande passione e innata curiosità verso tutti i social network. 
Pinterest in particolare mi ha colpito per l'immediatezza e per il concetto di fondo: trovi una foto che ti piace e la archivi. Invece che farlo sul computer lo fai su Pinterest generando interazioni con gli utenti. Il design semplice ed essenziale facilita lo scorrimento delle immagini tanto da essere stato adottato in seguito anche da molti siti e blog (compreso il mio!).


2. Strumento utile solo per il B2C? 
Principalmente è uno strumento utile per le aziende moda, design e food che focalizzano il proprio business sull'immagine e si rivolgono al consumatore finale. 
Non da escludere l'utilità in crescita per il B2B: i social network sono funzionali al raggiungimento degli obiettivi perché permettono di accrescere l'interazione con interlocutori e fornitori.


3. Come può una PMI italiana utilizzare Pinterest per farsi conoscere? 
Innanzitutto il profilo Pinterest di un'azienda non deve essere autoreferenziale, vanno inserite boards che raccontino il mondo che ruota attorno al brand e non solo immagini proprie. Come succede per gli altri social network piú noti, inizialmente é necessario costruirsi una community: diventare follower di altri utenti e commentare o re-pinnare immagini di altri per farsi notare. Ogni pin deve avere almeno un hashtag per essere trovato piú facilmente all'interno di tutte le immagini pubblicate. 


4. Lo vedi come uno strumento utile anche per aiutare l’export? 
Pinterest é un social network e, per sua natura, é mondiale. Da solo non fa miracoli ma é un valido aiuto per chi vuole mostrare i propri prodotti e cerca di esportarli. Sicuramente sta aiutando le vendite e-commerce, secondo l'infografia basata sui dati di Shopify (uno dei più noti e commerce al mondo) i pins con l’indicazione del prezzo ricevono il 36% di like in più rispetto agli altri e gli utenti provenienti da Pinterest spendono mediamente il 10% in più degli altri. Pinterest ad oggi è utilizzato come motore di ricerca per trovare idee e spunti ma ha già preso la direzione di supporto all'ecommerce. Vedremo come prosegue...


5.Sei una esperta di moda, credi che Pinterest possa essere utile per gli stilisti italiani, spesso artigiani, per farsi conoscere nel mondo? 
Si assolutamente. Ma non é l'unico. Come dicevo sopra, non fa miracoli ma va inserito all'interno di una strategia che già prevede l'utilizzo di altri social network come ad esempio Etsy in questo caso. 
Pinterest oggi é sempre più utilizzato e le aziende lo stanno testando. Nel settore moda va usato sia come vetrina delle proprie collezioni sia come mezzo per veicolare i valori del brand. Sì anche alla creazione di board con immagini prese dalla rete che si leghino in qualche modo al brand oppure un'ottima idea è una board che raccolga gli i look (di blogger o persone normali) con un capo del brand come fa già OVSindustry

martedì 4 settembre 2012

Alla scoperta dei trucchi delle grandi blogger

English post will start again from September 10th - thank you for your patience - hope to have you back again


Alla scoperta dei trucchi delle grandi blogger





L’estate è terra di letture. Un isolotto per la verità perché non riesci a leggere tutto quello che vorresti. Se scelti bene, i libri producono idee e spunti, e aiutano a carburare per l’anno che viene.


Tra i saggi che ho studiato in agosto, le idee migliori mi sono venuta da Content Marketing, una vera miniera centrata sulla necessità di promuovere l’ascolto e la conversazione con una comunità di amici in rete.
Ci sto provando da tempo e mi rode ancora la sobrietà dei commenti che questi post raccolgono. M’è venuta perciò la voglia di provare a capire come mai altri blog, che frequento, riescano ad attrarre milioni di visite e centinaia di commenti.
Ne cito due, tra i tanti, lontani tra loro e da questo scoglio che parla di vendite e reputazione, proprio per iniziare a discutere con voi, se vorrete, il segreto che hanno permesso a Costanza Miriano e Claudia de Lillo alias Elastigirl di ritrovarsi con due pagine tra le più frequentate del web capaci di accendere sempre discussioni che spesso raggiungono il calor rosso per la veemenza e, talvolta, la rissosità dei commenti.

Costanza, che potremmo definire sostenitrice dei valori tradizionali, ha pubblicato un libro che è diventato rapidamente, e meritatamente, un best seller: Sposati e sii sottomessa, titolo volutamente provocatorio e ambiguo –si sa, così va il marketing librario- che riprende una affermazione paolina per illustrare il ruolo di fondamento e sostegno della donna nella vita matrimoniale. E' in uscita il suo secondo libro, questa volta dedicato agli uomini. Successo assicurato. Il suo blog conta più di mille click al giorno –ha abbondantemente superato il milione e 300mila- e i temi, molto forti, volutamente taglienti, che lei e gli altri autori gettano sul tavolo ottengono sempre molto commenti.


Claudia racconta la vita di famiglia in stile cartoon, con uno stile che è diventato ormai letteratura e proverbio. Ovviamente c’è di più che una cronaca ironica delle grandezze quotidiane: c’è una visione acuta e profonda delle problematiche familiari, dell’educazione; c’è lo sguardo critico sul mondo e sulla società; c’è una personalità che non si confonde anche se sta astutamente sullo sfondo, come colonna sonora o come… fondamento. Anche Claudia raccoglie molti commenti, molto di più anche, e paradossalmente anche qui spesso conflittuali, cosa che mostra come siamo capaci di scatenare guerre di religione anche quando si tratta di discutere di pappe, pannolini e maestre di scuola.

Qual è il loro segreto? Ovviamente le ho in qualche modo invitate a dire la loro e spero che ci concedano almeno un commento, magari trascinandosi dietro alcuni dei loro lettori.

Che cosa si può imparare da loro e riprodurre? Dove trovano la benzina per scatenare l’incendio che trasforma ogni loro post in un gigantesco falò attorno al quale la gente corre per ascoltare e raccontare?

Chi riesce a spiegarci quale sia il loro valore aggiunto?

lunedì 3 settembre 2012

Le nuove vecchie tesi di minimarketing 6




Ho scoperto solo di recente, ne faccio ammenda immediata, l'intrigante saggio provocatorio di Gianluca Diegoli, molto presente on-line come è ovvio e padre del Minimarketing, un modo affascinante di intendere la relazione con il cliente, purtroppo oggi ancora sconosciuto non ai web-markettari, ma a chi dovrebbe essere addetto al settore.


Il saggio si intitola  
91 discutibili tesi per un marketing diverso
ed è scaricabile anche gratis sotto forma di pdf molto elegante oltretutto. Ecco qui accanto la copertina. 

Son passati quasi quattro anni dalla proposta di Gianluca e quindi, in questo mondo così veloce, alcune di queste tesi sembrano scontate. Non lo erano nel 2008.

Mi interessa riproporne alcune in questa seconda parte di agosto per condividere con voi le idee che ne scaturiscono e confrontarle con lo stato dell'arte del marketing e dell'imprenditoria delle PMI nostrane.

Sperando nella vostra partecipazione e nei vostri contributi ovviamente.

Grazie a tutti
Paolo







Esiste solo una missione sostenibile: migliorare la vita delle persone della comunità di cui fate parte.


Concludiamo questo primo excursus nelle tesi di GianLuca Diegoli -ancora grazie- con un suggerimento che è doppiamente saggio. Perché va al cuore di tutto: il miglioramento della vita. Se poi lo associamo al concetto di comunità... c'è un intero mondo da scoprire.

Adesso la parola passa a voi: vi lascio il compito di trovare nuove tesi e commentarle e proporle. Sarà lieto di pubblicare ciò che riterrete utile a "migliorare la vite delle persone di questa comunità". 
Grazie! 

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